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La leggenda della
Valle dei Chachapoyas:
Nella zona che si trova nelle vicinanze
delle falde orientali della Cordigliera delle Ande, dove tra l'altro è
situata
la
famosa ciudad perdida (la città perduta), tutto è possibile perché il verde
della foresta d'altura nasconde ogni cosa conservando i segreti di millenni
di storia. Nel 1963 fu scoperto un insediamento a 2800 metri di altezza
composto di torrioni, case e centri religiosi; il verde però aveva invaso
tutto da quando gli abitanti della città se ne erano andati con l'arrivo dei
conquistadores spagnoli nel XVI secolo. Purtroppo le tracce lasciate da
queste culture senza voce e volto, che lasciarono imponenti costruzioni sui
declivi orientali delle Ande, sono molto vaghe in quanto tutto ciò che
rimase dopo il passaggio degli spagnoli nel 1500 furono sangue e
devastazioni. Inoltre ci hanno pensato poi i huaqueros, ovvero i tombaroli
del passato, a depredare nella stessa epoca mummie e corredi funerari.
Spostandoci verso nord troviamo invece una regione inaccessibile che gli
storici designano come un territorio dei Chachapoyas del Rio Utcumbamba.
Grazie soprattutto a Cieza de Leon un cronista dell'epoca, sappiamo che essi
erano <<.. gli indios più bianchi di tutte le indie e le loro donne di
grande bellezza…>>, e che la loro civiltà fiorì dal 100 a.C. fino al XVI
secolo con "l'entrada dei conquistadores", punto fermo dell'annientamento di
tutte le città panamericane.
Le cronache contemporanee riferiscono che i Chachapoyas offrirono ospitalità
a Marco Capac II, ultimo re inca, ribelle agli spagnoli, nella loro fortezza
di Cuélap, la costruzione
più
spettacolare del perù. Questo baluardo di difesa e santuario, situato a 3000
metri di altitudine e costituito da mura ciclopiche alte fino a 15 metri e
lunghe 700, risale al 700 d.C. e fu il centro cerimoniale e politico del
grande misterioso impero dei Chachapoyas, almeno sei secoli prima che
sorgesse la confederazione incaica. Ma ciò che particolarmente affascina e
interessa è la loro devozione per i defunti, per i loro purumachu, gli
antenati, che collocavano nei ripari a strapiombo sui precipizi. Queste
statue, in genere alte più di due metri, sono impossibili da trasportare in
quanto costruite in loco con terracotta e paglia di agave. All'interno sta
la mummia completa, in posizione rannicchiata, avvolta da pelli di animali e
con un corredo di pochi semplici vasi.
Da tutto questo si comprende quanto fascino racchiuda la valle dei
Chachapoyas e il perché dell'enorme interesse che ha sempre suscitato negli
esploratori e nei cercatori d'oro. |